Questo weekend è stato prenotato con largo anticipo mettendo insieme un grande gruppo di amici eterogeneo. Siamo in 6: tra persone che si conoscono da 10 anni a chi si è visto solo in un paio di occasioni, da chi ha già trascorso delle vacanze insieme a chi si è bevuto solo una birra un sabato sera. 3 ragazze e 3 ragazzi.

 

Budapest

 

 

Budapest, Bastioni dei Pescatori

 

 

Venerdì

Si parte il venerdì sera, arrivo all’aeroporto di Budapest poco prima di mezzanotte. In un altro articolo ho raccontato come si arriva in centro dall’aeroporto grazie agli shuttle e alla metro. Grazie allo shuttle siamo in centro, in piazza Deák, in 15 minuti e per fortuna l’appartamento che abbiamo prenotato su airbnb è a soli 10 minuti a piedi.

Lasciate le valigie in casa, siamo già carichi e pronti ad esplorare la città. Siamo partiti impreparati ma abbiamo le idee chiare su ruin pub e terme! 😅 Con buone intenzioni insomma 😎.

L’appartamento è su Nagymező, una via di locali aperti fino a tarda notte. Ci fermiamo in un pub dove servono birra a 299 HUF, 1 euro 🙃. Dopo il primo giro pagato con una mazzetta di bigliettoni di fiorini ungheresi, proseguiamo lungo la via verso il quartiere ebraico, dove ci sono i più grandi e conosciuti ruin pub di Budapest.

 

Budapest

 

I ruin pub

I ruin pub sono il lato più Berlino di Budapest. Enormi edifici riadattati al culto della notte, con allestimenti spettacolari e sorprendenti.

Il primo in cui mettiamo piede è l’Instant, il più grande di tutti. Nello stesso edificio, collegati come in un labirinto, ci sono una decina di bar e 7 / 8 club diversi. Quando arriviamo e iniziamo ad esplorare il posto ci sentiamo come bambini in un negozio di dolciumi. Ogni club ha un suo genere musicale, un suo allestimento, un suo logo e dei suoi “frequentatori”. Nel giro di pochi metri si passa dall’elettronica al rock, dalla tecno al pop, all’r’n’b.

L’ingresso è gratuito e i drink hanno prezzi da bar milanese. Ma non ho visto niente di simile né a Milano né in altre città europee che ho visitato. La gente si diverte, senza che ci sia stata selezione in-door e senza filtri, l’ambiente è friendly.

Si fa mattina senza che ce ne si accorga e tornati a casa, si crolla a letto.

 

Sabato

Nonostante la notte folle, ci si sveglia abbastanza presto e si parte per raggiungere il Parlamento. Sulla piazza facciamo colazione in una cioccolateria / pasticceria / caffè, il Szamos Marcipán.

Ricaricati di caffè e girelle ungheresi facciamo un giro di fronte al Parlamento. L’edificio è maestoso, e una delle assemblee parlamentari più grandi al mondo. Delle nostre amiche che sono anche loro a Budapest l’hanno visitato all’interno e hanno consigliato di non perderlo.

Noi abbiamo preferito continuare a girare per la città e dirigerci verso Buda.

 

Budapest

 

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Budapest, Parlamento

Quali sono Buda e Pest?

La capitale ungherese nasce, nel 1873, dall’unione delle città storiche di BudaÓbuda (in ungherese “Antica Buda”) e l’abitato di Pest.

Buda è la parte di città a ovest del Danubio, dove sorgono la Citadella, il castello, le terme Gellért.

Pest è la parte di città a est del Danubio, dove ci sono il Parlamento, il quartiere ebraico e la Grande sinagoga e le terme di Széchenyi.

 

 

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Passeggiamo lungo il Danubio, lo attraversiamo e raggiungiamo i piedi della Budavári Sikló, la storica funivia che porta in cima al castello e al centro storico di Buda. Il castello domina tutta la città e oggi è sede della Galleria Nazionale Ungherese e del Museo Storico di Budapest. Attraversiamo i cortili e giardini del palazzo reale per poi proseguire verso il centro storico di Buda.

 

Bastione dei Pescatori

La città vecchia è circondata da bastioni e mura difensive e conserva ancora l’aspetto medioevale di quando era la città più importante della regione, abitata dall’artistocrazia dell’impero. Una città nella città, invasa da turisti, ma che offre angoli silenziosi e viste mozzafiato sulla città e il Danubio. Il punto panoramico per eccellenza è il Bastione dei Pescatori, la fortezza costruita in stile neogotico agli inizi del ‘900 che con scalinate e terrazzini domina la capitale ungherese dall’alto.

Nella piazza antistante al Bastione si innalza la Chiesa di Mattia, scenario di incoronazioni, una dei luoghi sacri più importanti per l’impero Austro-Ungarico.

 

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Continuiamo il giro tra le viuzze della città vecchia fino a fermarci a pranzo al Ramazuri Bistronomy, un ottimo e bel bistrot che prepara piatti ungheresi riaggiornati.

Abbiamo intenzione di passare il pomeriggio alle terme. A Buda, tra le più grandi, ci sono le Rudas e le Gellért.

 

Terme a Budapest

Ho scritto un articolo sulle Terme presenti a Budapest. Per questo pomeriggio noi abbiamo scelto le Rudas, che abbiamo raggiunto a piedi dalla città vecchia, tra freddo e gelo. L’immersione nelle acque calde era quindi tanto agognata. Abbiamo preso l’ingresso All inclusive che non ha restrizioni orarie e da accesso a tutte le parti della struttura: bagni vecchi, bagni nuovi e piscina per il nuoto, e aspettato un’ora in coda prima di poter entrare.

La zona più affascinante delle Rudas sono i bagni antichi, costruiti dai turchi sotto la dominazione ottomana, e che conservano ancora l’architettura del tempo, avvolta da un manto di vapore e fumi. Abbiamo chiuso la giornata alle terme sulla piscina in terrazzo, con vista su tutta la città e il Danubio, sommersi dalle acque bollenti mentre nevicava sulle nostre teste.

Il giorno successivo visiteremo le Széchenyi a Pest, le terme più grandi e frequentate da turisti e local. Tre enormi piscine esterne riscaldano i bagnanti con una temperatura interna di 40° ed esterna di -3°. Negli edifici storici ci sono piscine interne, saune e bagni turchi, sotto cupole e tra corridoi antichi che fanno sentire il bagnante nello scenario di un film di Wes Anderson.

Quello che non ti devi aspettare dalle terme di Budapest è che siano qualcosa di simile a una Spa italiana. Sono degli ambienti diversi, pubblici e aperti a tutti, con tanti servizi ma non all’altezza di una Spa e una cura della pulizia che non è paragonabile ai nostri standard.

 

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All’uscita dalle terme ci aspetta una leggera nevicata che ci accompagna fino al ritorno all’appartamento. Ceniamo in un ristorante del quartiere in cui alloggiamo e poi riprendiamo il nostro giro tra i ruin pub iniziato la sera prima.

 

I ruin pub – parte 2

Prima tappa è il Szimpla Kert, uno dei ruin pub più noti. Il Szimpla si sviluppa su più piani tra interni ed esterni, ci sono tanti bar e un paio di dj set. L’ambiente è curato e ben allestito. Qui c’è poca dinamicità, pochi ballano in pista, è più un locale dove prendersi una birra e fumarsi il narghilè. Tra l’altro attorno alle 2 iniziano a chiudere diverse sale e a concentrare i clienti solo in alcune aree.

Alle 3 lasciamo lo Szimpla e andiamo al The Box. Questo club si sviluppa attorno a un cortile in cui trova spazio un’immensa struttura fatta di tasselli di legno, raffigurante un gorilla abbarbicato su un albero. C’è una grande sala con djest pop / r’n’b / rap, una paio di bar e una saletta con musica elettronica e pop. A dispetto del Szimpla e dell’Instant l’allestimento è più contemporaneo e minimalista.

Non soddisfatti della quantità di movimento e musica della serata passiamo anche stanotte dall’Instant e la sua decina di club raccolti nell’edificio a 3 piani.

Ritornando a casa ci fermiamo per una seconda volta all’Alterego, un club gay a pochi passi dall’appartamento, cercando di entrare, ma come nella prima notte, i doorman ci avvertono che ormai è quasi alba e il club è chiuso. “It’s closed” diventa uno dei jingle della nostra vacanza. 😅

 

Budapest, Mercato Centrale

Budapest, Mercato Centrale

 

 

Domenica

Domenica mattina ci si sveglia con calma e ci si avvia a piedi verso le terme Széchenyi, facendo un giro largo in modo tale da visitare l’isola di Margitsziget. Questa è un'”isola giardino”, che accoglie su tutto il suo spazio un grande parco pubblico.

Ritroviamo un paesaggio completamente bianco, la neve ci nasconde il verde che avvolgerà questo parco durante la primavera e l’estate. Sull’isola c’è un piccolo zoo con cervi, lama, cicogne e anatre, dei club, dei bar, un hotel con spa, un piccolo stadio e un giardino zen giapponese.

 

Budapest

Le stesse terme Széchenyi si trovano in un altro polmone verde della capitale ungherese: il parco di Városliget. Accediamo dall’ingresso vicino al Museo di Belle Arti e lo zoo di Budapest. Lungo il lago del parco si affacciano ristornati e caffè. Lo scenario è affascinante, l’acqua dello specchio d’acqua fuma, per l’impatto tra superficie e aria fredda.

Passiamo il pomeriggio correndo al gelo tra una vasca e l’altra delle terme fino a sera, quando ci spostiamo verso il centro di Pest, in Galleria Gosdzu. La Galleria tra piazza Deàk e il quartiere ebraico è una via piena di ristoranti e locali. C’è stata consigliata da ragazzi del posto e turisti conosciuti durante le nostre serate. Ci sono pub, cocktail bar, karaoke. Ci fermiamo a mangiare e a fare un giro. Poi stanchi delle notti precedenti e delle terme (è così stancante rilassarsi! 😅) ritorniamo a casa.

Vino e qualche dolcetto al supermercato 24 per passare le ultime ore della giornata tranquillamente e relax.

 

 

Lunedì

Dopo aver passato il weekend a sbevazzare, ballare e stare a mollo nelle terme, dedichiamo il nostro ultimo giorno in città a visite più “turistiche”. Budapest non ha grandi dimensioni, nei nostri spostamenti a piedi abbiamo praticamente già conosciuto gran parte del centro di Pest e di Buda.

Dopo colazione in centro, visitiamo la Basilica di Santo Stefano, l’Ungheria è un paese principalmente cattolico, come l’Austria, eredità dell’Ancien Régime. Dal simbolo del cristianesimo ci spostiamo a visitare il simbolo dell’ebraismo: la Sinagoga centrale di Budapest. L’Ungheria fino alla seconda guerra mondiale accoglieva una delle più grandi comunità d’Europa, con circa 750.000 ebrei. Durante l’occupazione nazista è stata una delle nazioni che più ha pagato il prezzo nella Shoah.

 

Oggi il quartiere ebraico è vitale e dinamico, segno di una città che vuole ricordare il passato ma contemporaneamente ridare vita e alimentare un futuro in cui non si commettano gli stessi errori. Nonostante la sferzata conservatrice della politica ungherese odierna, questo quartiere giovane di Budapest è friendly e cosmopolita. Di giorno, tra i murales, ci sono caffè e negozietti gestiti da ragazzi e di sera club e ruin pub si aprono alla spensieratezza di tutti.

Nel nostro zigzaggare per Pest raggiungiamo il Mercato centrale, Nagy Vásárcsarnok, al culmine della via principale dello shopping Váci utca e accanto al Ponte della Libertà, un enorme spazio coperto in stile neogotico dedicato alla gastronomia e in parte ai souvenir per turisti.

Budapest

 

 

 

Budapest, Ponte della Libertà

 

 

Passiamo le ultime ore del pomeriggio in un caffè per poi raggiungere l’aeroporto e tornare a Milano in serata. 😪

 

 

 

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