La guida intesa come genere testuale ha uno scopo generico che si aff erma fi n dalla produzione dei primi esemplari, e cioè quello di fornire un aiuto al viaggiatore: informazioni, suggerimenti, indicazioni che agevolino la realizzazione del viaggio.

Una prise en charge del turista che si articola, come osserva Moirand primariamente su tre livelli:

  • Far conoscere – livello cognitivo
  • Far vedere – livello sensoriale
  • Suggerire – livello consultivo

instaurando una comunicazione tipicamente asimmetrica con una evidente componente didattica.

guida turistica

Nell’espressione linguistica concreta questi livelli si realizzano in una tipologia testuale variegata e complessa: se da un lato la descrizione è lo strumento naturalmente deputato a mostrare i luoghi, dall’altro la trasmissione delle conoscenze e la spinta verso l’adozione di un comportamento possono avvalersi di più tipi testuali.

Una attivazione cognitiva si effettua attraverso l’esposizione di dati (come ad esempio orari, indirizzi, ecc.) ma anche attraverso la narrazione di fatti, che occupano le parti “storiche” delle guide, con riferimenti alle vicende politiche, economiche e culturali di città e paesi che si propongono per la visita.

Per contro, il livello consultivo implica una forma di argomentazione da cui scaturisce il suggerimento, ma si traduce anche in una componente regolamentativa, legata all’intento stesso di organizzare il viaggio e di guidare i passi lungo un determinato percorso. Se la presenza di tipi testuali diversi dentro uno stesso testo certo non stupisce ed anzi può considerarsi la norma, Kerbrat vede invece nella guida la presenza di più “generi di discorso”, e segnatamente il descrittivo, il procedurale, il critico e il promozionale, considerandola perciò un genere ibrido.

Al di là di queste definizioni, che restringono inoltre il campo all’aspetto testuale, attraverso la nostra analisi delle principali guide pubblicate, abbiamo rilevato una struttura della guida che prevede tre funzioni:

  • Conoscere e vedere
  • Orientare
  • Restituire informazioni pratiche e suggerire

 

Ciascuna di queste funzioni viene restituita attraverso differenti strumenti che abbiamo ragruppato in quattro ambiti della grafica:

  1. Tipografia
  2. Immagini e fotografia
  3. Infografica e pittogrammi
  4. Cartografia

 

Organizzazione classica dei contenuti

Quanto all’organizzazione generale del testo e delle voci principali in una guida turistica, si danno sostanzialmente due possibilità:

  • L’articolazione in percorsi.
    La proposta di percorsi precostituiti, sia per un viaggio più lungo sia nella visita di una singola città, appare da un lato più impositiva nei confronti del destinatario, che si trova quasi costretto a muoversi lungo un binario obbligato ed ha solo la libertà di dosare il tempo dedicato a ciascuna tappa o, al massimo, di saltarne qualcuna; d’altro lato, però, la presenza di itinerari garantisce una coerenza maggiore alla guida e alla sua proposta di viaggio, che si riflette anche nella struttura testuale e linguistica.
  • L’ordinamento alfabetico. La casualità della sequenza alfabetica può diventare, viceversa, un elemento significativo per evitare una presentazione rigidamente gerarchica delle mete proposte e, inoltre, favorire una consultazione più immediata e più libera del manuale; tuttavia, essa risulta in una frammentazione del testo che, nei casi più gravi, sconfina nella dispersione assoluta delle informazioni, delle relazioni geografi che e cronologiche e dunque dei possibili percorsi spaziali e storicoculturali.

La contrapposizione tra il percorso integrato e la lemmatizzazione non riguarda del resto solo l’organizzazione macroscopica della guida: estendendosi, come si è accennato, anche alle parti dedicate a singole città o località, essa investe lo schema di realizzazione concreta del viaggio fin nei suoi aspetti più minuti.

All’interno delle descrizioni delle singole città i luoghi degni di attenzione non sono certo presentati in ordine alfabetico, ma la frammentazione per voci isolate, ancorché riconducibili nella sincronia della fruizione di testo e pianta ad un ipotetico percorso spaziale, contribuisce a determinare quell’isolamento delle singole manifestazioni culturali – architettoniche, urbanistiche, archeologiche, museali – che, per dirla con le parole di Barthes, rende il monumento ‘‘indecifrabile, perciò stupido”.

L’organizzazione generale del testo riguarda anche la presenza, e la distribuzione, di dati informativi, in primo luogo relativamente a strutture essenziali per il soggiorno, come alberghi e ristoranti. Elenchi, più o meno ampi e più o meno ricchi di dettagli, possono essere collocati in sezioni apposite, oppure presentati all’inizio di ciascun percorso o di ciascuna voce.

Altre informazioni pratiche e utilissime, come orari di apertura di musei, possibilità e condizioni per la visita di siti, vengono di solito integrate nel testo. Anche le informazioni storiche non sono di solito mai del tutto assenti, ma possono essere sviluppate con diversi gradi di approfondimento: in alcuni casi lunghi paragrafi – sia per la storia di regioni sia per quella di singole città o persino di singoli monumenti – ben delimitati ed individuabili nel testo, in altri brevi cenni inglobati nelle note introduttive di una sezione o di una singola voce; talvolta note storiche possono occupare appositi riquadri che si presentano come opportunità di approfondimento e di estensione delle conoscenze del turista.

Meno costante la presenza di informazioni più varie: folklore e tradizioni, enogastronomia, feste e manifestazioni possono essere sistematicamente rubricati, apparire solo nei casi più significativi o essere completamente ignorati. Il nucleo fondante della guida è, naturalmente, la descrizione dei luoghi della visita, che si accompagna più o meno esplicitamente all’elargizione di consigli.

La mossa obbligata più caratteristica di questo genere testuale consente però per la sua realizzazione una gamma ampia e diversificata di varianti che riguardano, come si è già detto, l’organizzazione del testo, ma anche la presenza, eventuale, di immagini, il tipo di carte e piante proposte, le modalità stesse di scrittura e di stampa. Se gli strumenti topografi ci sono sempre presenti in una guida non altrettanto può dirsi per le immagini, il cui rifiuto rappresenta, storicamente, un tratto innovativo e caratteristico delle migliori guide borghesi di tradizione ottocentesca.

Nel contesto italiano le guide Rosse Touring rappresentano compiutamente questa scelta, poiché in esse mancano non solo le fotografi e ma anche schizzi, disegni, che si trovano invece nelle guide Verdi e nella Guida Rapida; si tratta dunque di vere e proprie scelte editoriali, che contribuiscono a caratterizzare linee di prodotto indirizzate a turisti diversi per formazione culturale e per finalità ed esigenze legate al viaggio.

La fotografia è caratteristica dominante in numerose serie di grande diffusione e, oltre a costituire un modo di valorizzazione del singolo oggetto artistico o paesaggistico, consente di fornire la rappresentazione “privilegiata” di quello stesso oggetto, alla quale implicitamente il turista è invitato ad adeguarsi.

A ben guardare, in una guida da utilizzarsi nel momento della visita le fotografi e sono decisamente superflue: oltre ad appesantire fisicamente il manuale, soprattutto se si scelgono tecniche e supporti di stampa di qualità, con evidente disagio per il turista, esse sostituiscono la fruizione diretta, limitano la possibilità di cogliere i luoghi in una prospettiva mobile e personale, impongono inutilmente un punto di vista.

Tuttavia esse sono essenziali proprio perché impongono un punto di vista e soprattutto garantiscono al turista che la sua visita potrà ritenersi riuscita e conclusa quando avrà colto tutte le immagini presentate, e le avrà magari duplicate fermandole nella memoria della sua macchina fotografi ca.