Molto più di altre mappe dei trasporti, quella della London Underground, costruisce una mappa mentale della città sia per i residenti che per i visitatori.

Ci sono molte poche altre immagini cartografiche così radicate nella mente di una popolazione. La mappa diventa una vera e propria icona culturale, divenendo il simbolo di Londra.

Per la prima decade seguente l’apertura della Metropolitan Railway del 1863, le linee sono stampate al di sopra dell’esistente carta stradale, ma quando il sistema crescerà e diventerà complesso la mappa diventerà difficilmente leggibile. I cartografi saranno obbligati a sperimentare, riportando significative migliorie, ma la coincidenza tra le fermate della metropolitana e le febbrili vie londinesi dovrà subire una radicale revisione.

 

mappa metropolitana londra
Dagli inizi del 1900 il frammentato sistema viene unificato come Underground Electric Railways of London, sotto il marchio Underground dal 1908. Un poster di quest’anno, esaltando le virtù della nuova linea metropolitana Bakerloo appena aperta, si slega dalla realtà geografica, di cui rimangono solo alcune illustrazioni dei luoghi attraversati, per una rappresentazione più astratta e razionalizzata grazie all’uso di linee dritte che si intersecano con le altre con angoli retti.

 

mappa metropolitana londra

Nel 1908 un’allungata mappa dei tragitti interna alla rete dei treni della District Line ha influenzato la successiva progettazione fino ad oggi.

Nello stesso anno si distingue la Map of the Tubes of London per aver rappresentato le linee della metropolitana rimuovendo le strade ma lasciando ancora un rapporto con la geografia della città, rappresentando il fiume, i parchi e i monumenti.

Una serie di piccole mappe tascabili, come la versione del 1911, si distinguono per utilizzare differenti colori per ogni linea e furono distribuite gratuitamente nelle biglietterie. Inoltre si utilizzo un artificio grafico che è diventato emblematico per la progettazione delle mappe dei trasporti pubblici: il pallino con lʼocchio bianco che individua le stazioni di scambio.

Nel 1916 fa la sua prima comparsa, nella mappa della Piccadilly Line, il carattere tipografico Johnston, ma fu la popolarità che hanno acquistato le mappe tascabili ad incoraggiare il gruppo Underground a coinvolgere designer grafici.

MacDonald Gill fu uno dei primi a collaborare, disegnando la mappa del 1920 caratterizzata dai nomi delle stazioni in corsivo e le cornici ondeggianti.

Fred Stingemore subentrerà a Gill, dal quale acquisirà alcune delle sue soluzioni per la mappa del 1925 che nonostante si liberi dalla topografia, accorci i nomi delle fermate e restringa alcune linee, non presenta un’efficace leggibilità, in particolare nella zona centrale dove si la rete si fa più fitta.

 

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I cambiamenti maggiori avverranno con il lavoro di Harry Beck, allora un disegnatore ventinovenne, che presentò i suoi schizzi alla compagnia di trasporti nel 1931, che daranno poi vita alla mappa del 1933.

Il sistema razionalizzato, multicolore, con la zona centrale allargata e basato sulle relazione tra le stazioni piuttosto che sulla scala geografica ha guadagnato da subito l’approvazione della popolazione. Descrivendo i rapporti tra linee, scambi e stazioni, questa carta riesce a dare tutte quelle informazioni di cui hanno bisogno i passeggeri sottoterra: quali stazioni seguire e dove le linee si incontrano.

Utilizzando una griglia geometrica, permette che le linee si intersechino solo negli angoli retti. Beck sosteneva che la “distanza fisica tra una stazione e l’altra è immateriale” e questa soluzione ha permesso di avere spazio per inserire i nomi delle stazioni, compattando i sobborghi ed espandendo l’area del centro.

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Tutti i dettagli tipografici sono eliminati, ma il senso di Londra come una grande città è assicurato dalla presenza del Tamigi. La mappa, che tra l’altro ha conservato i colori e l’uso del carattere di Edward Johnsoton, comparso per la prima volta nel 1916, ha inspirato cartografi e designer che si sono approcciati al tema in tutto il mondo.

La mappa odierna della metropolitana di Londra, progettata secondo il metodo Beck, dimostra come questo funzioni nonostante l’accresciuta complessità della rete.

 

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