Nel 1971 Philippe Gloaguen e Michel Duval partirono per un lungo giro turistico attorno al mondo nel corso del quale presero molte annotazioni di viaggio. Di ritorno a Parigi, Jean-François Bizot, allora direttore del mensile underground Actuel, per il quale i due avevano realizzato un reportage, suggerirà loro di pubblicare una guida turistica basata sulle annotazioni raccolte nel viaggio appena concluso.

La prima Guide du Routard (letteralmente Guida del viaggiatore con zaino in spalla) sarà pubblicata nel 1973 sulla scia delle guide per backpacker americane, dalla casa editrice Gedalge, l’unica ad aver accettato la proposta editoriale precedentemente presentata a ben 19 case editrici.

La guida copriva la totalità del pianeta in 230 pagine, rivestite con una copertina psichedelica. Esse contrariamente alle consuetudini dell’epoca e in un certo senso con piglio rivoluzionario, presentavano alberghi e ristoranti adatti a viaggiatori dal basso budget.

Le Routard riflettono uno stile di vita particolare, sinonimo di libertà, giovinezza, sfrontatezza e curiosità, legato ai valori del melting pot, dell’ecologia, del rispetto dei popoli. Inoltre le guide offriranno spesso le loro pagine a tutti coloro che combattono contro il razzismo, l’Aids e la distruzione dell’ambiente, ad associazioni come Amnesty International, Survival, WWF, Greenpeace, Médecins du Monde. A seguito della morte del proprietario della piccola casa editrice, Gloaguen entrò in contatto con Gérald Gassiot- Talabot, direttore della divisione turismo dell’Hachette, che allora si occupava dell’edizione delle Guide Blu, e nel 1975 l’editrice francese pubblicò quattro volumi delle Routard.

Nel 1980 i titoli della collana saranno dieci, dedicati ai paesi stranieri, ma il successo delle vendite porterà alla decisione di allargare la raccolta a guide che si occupino in particolar modo della Francia. Dal 2010 le Guide du Routard hanno una propria applicazione per iPhone e iPad, Le Routard Look.

Nonostante i lettori nel tempo si siano imborghesiti e siano diventati più esigenti, richiedendo indicazioni per hotel di lusso piuttosto che per ostelli, la guida non ha mai perso del tutto la propria identità, al contrario il brand della collana è stato applicato ad una serie di produzioni editoriali come le collane di romanzi Le Polar du Routard, compilation musicali Disques du Routard o le guide della jeep Renault Kangoo.