In questo e nei prossimi post traccerò una breve storia della guida turistica, dal Medioevo ai giorni nostri, comprendendo gli esempi più salienti.

 

Il viaggio nell’Ottocento

Il Grand Tour terminò quando le guerre napoleoniche e le rivoluzioni resero “instabili” le mete e la nobiltà, che aveva sempre più perso peso, venne sostituita da una nuova classe sociale, la borghesia. Occorre poi ricordare che nei primi anni di questo secolo venivano inaugurati i primi tratti ferroviari ed alla fi ne del secolo l’intera rete ferroviaria europea era, nella sua sostanza, completata. Una vera e propria rivoluzione sia nel modo di viaggiare sia, e principalmente, nei tempi di percorrenza: un giorno di viaggio in carrozza era pari, verso la metà del secolo, ad un’ora di viaggio in treno.

Durante l’Ottocento le esigenze del viaggiatore mutano, infatti non c’è più la disponibilità di risorse economiche che erano utili a compiere il Grand Tour e per questo le guide devono sostituire la figura del precettore e del cicerone, rendendo il turista autonomo.

I taccuini di viaggio realizzati durante il Grand Tour lasciano posto a guide turistiche nella forma in cui le intendiamo oggi, il nuovo turista ottocentesco non è più disposto a visitare un luogo ripercorrendo le emozioni di chi lo ha preceduto, ma vuole vivere le emozioni del viaggio individualmente. La guida diventa sempre più pratica e oggettiva: si arricchisce di carte geografi che e itinerari, consigli utili e informazioni su alberghi e ristoranti, indicazioni sui luoghi da visitare dettagliate e descrittive.

I testi delle descrizioni diventano impersonali, sistematici e completi, rinunciando a qualsiasi dettaglio superfluo. In tal modo al turista vengono off erti strumenti per il viaggio che è libero di personalizzare e vivere come meglio crede. Le città o i luoghi scelti dalle guide sono quelli che divengono di moda, che accolgono importanti eventi, come le fiere o le esposizioni internazionali, o che sono più facilmente raggiungibili, grazie al passaggio di una linea ferroviaria o la costruzione di una strada.

Il nuovo viaggiatore aveva meno tempo del suo predecessore e doveva cercare di vedere più luoghi possibili, divenendo il collector of signs di cui parla Culler, il turista moderno. In questo contesto, la guida permetteva di accompagnare il turista ovunque con rapidità e raccogliendo il maggior numero di luoghi notabili.

 

Guide Baedeker

Guide Baedeker

 

Guide Baedeker

Fondata a Coblenza nel 1827 da Karl Baedeker, discendente di una famiglia di tipografi tedeschi, la compagnia omonima produsse le sue guide in un primo momento per rendere autonomi i turisti che viaggiavano lungo il Reno ed evitare loro di seguire ed assoldare una guida locale. Edita nel 1832 la guida turistica Rheinreise von Mainz bis Köln, scritta dal professore J. A. Klein, era già stata uno dei best seller dell’editore Friedrich Röhling, allora acquisito dalla Baedeker.

Questa è stata la prima guida turistica, per come la intendiamo oggi, comparsa nelle librerie europee. Conosciute anche come le Guide Rosse, per via del colore in copertina, sono divenute molto note nel tempo per la scrupolosa esattezza, la praticità, le informazioni sempre aggiornate e la ricca dotazione cartografi ca.

Nel 1872 Fritz Baedeker spostò l’azienda a Lipsia, allargò il piano delle guide all’Europa e ad alcuni paesi extraeuropei e curò le edizioni in lingua inglese e francese. Lo scrittore americano Thomas Pynchon ha ammesso di aver saccheggiato spesso le Baedeker per venire a conoscenza di “tutti i dettagli di un periodo e di un luogo in cui non era mai stato” mentre le protagoniste del romanzo di E. M. Forster, Camera con vista, fanno uso delle guide rosse per il loro viaggio in Italia.

Andremo a bombardare qualsiasi edificio del Regno Unito segnalato con tre stelle nella guida Baedeker.
– Gustav von Sturm

La frase del barone ha fatto sì che i bombardamenti nazisti del 1942 sul territorio inglese prendessero il nome di Baedeker Raids e che l’anno successivo le forze alleate distruggessero la sede e gli archivi della compagnia a Lipsia.

Oggi le nuove Baedeker, prodotte dal 1956 a Friburgo nella casa editrice rinnovata da Karl, nipote di Fritz, hanno adeguato i loro contenuti allo stile di vita contemporaneo, infatti se oggi la guida per l’Egitto consiglia di sedersi e godere delle rovine del tempio di Luxor nell’atmosferica luce del deserto, nell’Ottocento consigliava di lasciar perdere nel tempo libero il Ramesseum per preferire la caccia agli sciacalli.

Il contenuto dei libri solitamente è diviso in più itinerari che si sviluppano lungo percorsi ferroviari e lungo le strade. Le Baedeker hanno determinato la forma, la struttura e i contenuti della successiva produzione fi no ad oggi, comprendendo suggerimenti e indicazioni, itinerari raccomandati, liste di hotel e ristoranti valutati con un sistema di rating con stelline, integrando piccoli vocabolari e carte dettagliate.

L’irruzione delle guide turistiche con il loro stile asciutto, piatto e neutro avrebbe aperto la strada al turista di massa, interessato solo a consumare lo spazio; la società dei viaggiatori del Seicento e del Settecento con la sua idea di viaggio come momento di formazione, come possibilità di vivere lo spazio invece di consumarlo, ricevette con le Baedeker il colpo di grazia.

A ben guardare, però, la guida Baedeker è solo un momento di un processo che come abbiamo visto, ha radici molto remote. Di fatto, da un punto di vista strettamente testuale, le guide Baedeker apportano una sola, importante, novità rispetto a guide come quella del Vasi o del Roisecco: con queste scompare definitivamente la figura dell’autore. Il suo posto viene preso dall’editore o dalla casa editrice. Il viaggiatore non si trova a confrontarsi con un libro scritto da un erudito e di cui si hanno poche edizioni, bensì con un testo “garantito” dal nome del proprio editore e di cui off re, negli anni, edizioni sempre più aggiornate. Allo stesso modo scompare la lunga prefazione in cui l’autore si dilungava sui motivi della pubblicazione del libro ed al suo posto si trova una stringata paginetta che presenta velocemente le modifiche della nuova edizione. Elementi paratestuali sempre fissi, il formato, il colore, il carattere, divengono punti riferimento fissi per il turista, tanto da dare il nome alle guide stesse: le Guide Blu della Hachette, le Rosse della Baedeker.

La Baedeker non sostituirà sin da subito altri testi di viaggio, si verificherà piuttosto una strana forma di osmosi per cui avranno molto seguito e successo i racconti di viaggio che si avvicinano alla forma narrativa della guida; già Goethe sempre nel suo Viaggio confessava di aver usato spesso per avere informazioni sui luoghi visitati la sua guida Volkmann mentre Stendhal, con operazione già straordinariamente al passo coi tempi, 1829, scrive le sue passeggiate dandogli spesso il tono secco e asciutto di una guida turistica.