Era già un po’ di tempo che mi balenava in mente l’idea di scrivere un articolo su come utilizzare le app di dating in viaggio, e ora che mi sono imbattuto in un articolo che parla dell’esistenza dei Tinder Surfer – gente che usa Tinder per rimorchiare ragazze e farsi ospitare gratuitamente attorno al mondo – non posso più aspettare a pubblicare le mie amenità:

 

Quante app di dating esistono e chi c’è dentro?

Ci sono una marea di app per dating: dalle più note Tinder, Badoo, Grindr, Happn a quelle più di nicchia e specializzate come Farmers only, per i contadini (molto Contadino cerca moglie, citofona Simona Ventura), Hater, che mette in contatto persone che odiano le stesse cose, Growlr, per gli orsi gay (solo per citarne alcune).

Si pensa a queste app come luogo d’incontro di viscidoni, pervertiti e maniaci sessuali. La realtà è che in Tinder, Grindr e compagnia bella ci sono tutti. Così come l’intento di chi si iscrive non è esclusivamente quello di andare a caccia di prede sessuali.

Nelle grandi città, ma ormai penso anche nella cattolicissima e conservatricissima provincia italiana, le app sono installate sugli smartphone di molte ragazze e ragazzi di qualsiasi età che hanno voglia di conoscere persone nuove e magari futuri partner.

Io personalmente le uso da un po’ di tempo per conoscere nuove persone o avere dei dating. Ci sono stati periodi in cui le ho utilizzate solo per entrare in contatto con gente nuova a prescindere da quanto mi interessassero come possibili partner, e sono nate belle amicizie e conoscenze che durano ancora.

 

Che vuol dire usare le app di dating in viaggio?

Geolocalizziamoci!

Queste app, grazie alla geolocalizzazione, permettono di avere un’idea sulle persone che ci circondano e di entrare in contatto con chi è a pochi metri da noi, nello stesso quartiere, nella stessa parte di città. Si può velocemente chattare con chi vive la città e la conosce bene.

Tutte, nelle loro versioni free, mostrano i profili che rientrano entro un certo raggio. Nelle versioni Pro, in abbonamento, danno la possibilità di spostarsi in qualsiasi punto del globo e fare una ricerca “preliminare” quando si ha intenzione di raggiungere un certo posto. Poi ci sono i furboni che addirittura installano app che modificano a piacimento la loro posizione gps per aggirare le restrizioni delle app nelle versioni free.

L’app Hornet ha la possibilità di spostarsi anche nella sua versione free, ma poi mostra i profili entro un certo raggio.

Spesso gli utenti in viaggio dichiarano già nei loro nick name di essere in visita, con nomi del tipo: “Visiting”, “From Italy”, “Italian”, “Frecciarossa Milano-Napoli”, “Bus Roma-Milano”. 😂

Cosa fai nel weekend?

Grazie alle app puoi scoprire gli appuntamenti del weekend da non perdere e le serate migliori dove passare le notti. Riuscirai a sapere quali saranno gli eventi più fighi e veramente interessanti direttamente dai locals. Altro che vecchi tips da guida turistica tradizionale.

Molti pr e dj aggiungono ai loro profili informazioni e link alle serate, e sei già in lista dopo qualche ora in città, senza che tu conosca nessuno.

Hornet ha anche una sezione che mostra bar, club e luoghi d’interesse presenti in città.

Spesso mi è capitato anche di essere io stesso la “local guide” rispondendo a ragazzi che mi hanno chiesto dove potessero uscire o un feedback su serate e bar.

 

 

Ci prendiamo un caffè?

So quanto possa essere equivoco questo titolo e le battute che ti passeranno per la testa, ma le app di dating si possono realmente usare solo per incontrare delle persone interessanti con cui chiacchierare, fare un giro e prendersi un caffè.

Stavo aspettando di scrivere l’articolo perché avrei voluto avere più storie da raccontarti come quelle che mi sono capitate a Bruxelles o a Barcellona.

A Bruxelles ho conosciuto Francesco, un italiano in Belgio da qualche anno, che mi ha raccontato, nel suo caffè preferito in place Sainte-Catherine, la sua storia di “emigrato” europeo, di come si vive nella capitale belga, della movida, dei post da frequentare e delle serate, dandomi indicazioni sugli eventi da non perdere e i quartieri più interessanti da visitare.

A Barcellona sono stato in giro con Fernando e i suoi amici tra bottillon, serate folli e giornate in spiaggia. Un grande gruppo di amici che subito mi accolto e nel quale ho ritrovato anche dei ragazzi italiani.

Francesco, Fernando e i suoi amici sono diventati degli amici con cui tuttora sono in contatto.

 

Ma chi c’è in giro?

Le app servono anche a farsi un’idea di quello che è il carattere e lo spirito della città che si sta visitando. Non ho mai visto così tanto leather a Berlino e San Francisco quanti muscoli in bella vista sulle spiagge a Barcellona, barbette e camicie da boscaiolo hipster a Copenaghen e “riservati” e “bsx” al sud Italia. 😂😂

 

Un post condiviso da FOX ADHD (@foxadhd) in data:

Il Tinder Surfer

Ho aperto questo articolo raccontandovi di questa nuova categoria di viaggiatori: i Tinder surfer. Sta infatti spopolando online e sui giornali la storia di Anthony Botta, un ragazzo belga di origini italiane, che dice di aver fatto 3.000 incontri e visitato 21 città europee a gratis, facendosi ospitare dalle ragazze che aveva conosciuto sull’app di dating. Tinder infatti permette, come dicevo sopra, nella sua versione premium a pagamento, di potersi posizionare in qualsiasi luogo del mondo. Anthony racconta di organizzare già prima di partire i suoi incontri, in modo da programmare i suoi “pernottamenti” anticipatamente. 🙊

Tanta stima per Botta – un cognome che non poteva essere migliore – che ha lanciato questo nuovo trend nel couch surfing.