Cuba è tutto quello che si cela dietro alla quinta che essa stessa si è costruita. Un kaleidoscopico palcoscenico in cui ogni personaggio recita il proprio ruolo, facendosi sfuggire a tratti, i momenti migliori del viaggio, la propria vera identità.

Sei pronto ad entrare in scena anche tu?

 

La società cubana è complicata e piena di dicotomie. Le animate vie della città e delle campagne, scandite da murali e insegne propagandistiche fanno da contraltare al turismo più sfacciato e occidentale, rilegato nei cayo e le località di mare.

Il nostro itinerario si è svolto in 10 giorni tra il 21 aprile e il 1° maggio 2018:

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Giorno 1 / L’Avana

Arrivo in serata e primo giro di perlustrazione per l’Habana Veja

Giorno 2 / L’Avana

In giro per l’Habana Veja e cena alla Fabrica de Arte Cubano

Giorno 3 / Viñales

Partenza in mattinata per Viñales. Giro in cavallo e cena al villaggio

 

Giorno 4 / Viñales – Trinidad

Lungo viaggio per Trinidad. Cena nel centro della cittadina

Giorno 5 / Trinidad – Cayo Santa Maria

In giro per Trinidad. Partenza nel pomeriggio per Cayo Santa Maria, passando per Sancti Spiritus

Giorno 6-7-8 / Cayo Santa Maria

Relax sulle spiagge del Cayo Santa Maria

Giorno 9 / Cayo Santa Maria – L’Avana

Partenza in tardo pomeriggio per L’Avana

Giorno 10 / L’Avana – rientro in Europa

In giro per Habana Veja, Vedado, Plaza de la Revolución e rientro in aeroporto

 

1 Io e le mie due compagne di viaggio partiamo da Milano al primo pomeriggio su un volo Iberia (800 euro a/r) con arrivo a L’Avana alle 18.30 dello stesso giorno. Il volo è durato circa 13 ore, compreso lo scalo di un paio d’ore a Madrid.

Ci abbiamo messo circa un paio d’ore per salire sul taxi (corsa a 25/30 CUC) che ci avrebbe portato dall’aeroporto al centro della capitale cubana, dato che i controlli all’ingresso della frontiera a Cuba fanno formare lunghe code di attesa.

Per fortuna la casa particular in cui passeremo la notte è nel centro de l’Habana Veja, il cuore pulsante della città. Arrivati a casa, il lungo viaggio non ci ferma dal fare un giro per la città nella notte.

Già al primo impatto restiamo affascinati dalla multietnicità e multiculutralità della società cubana, dove discendenti dei coloni, latinoamericani e degli ex schiavi africani vivono insieme pacificamente e senza distinzioni, da secoli, fondendo tradizioni e costumi religiosi e culturali.

In un paio d’ore di cammino a piedi abbiamo visitato tutto il centro dell’Habana Veja e conosciuto Manuel, un ragazzo cubano che parla italiano e che ci racconta dello svolgere della vita sull’isola. Come vedrai, molta gente cercherà di avvicinarsi e instaurare un rapporto con i turisti, lo stato chiama jineteros, “infastiditori di turisti”, questi individui, che cercano di guadagnare qualche pesos CUC dai viaggiatori, senza però ricorrere alla violenza (a Cuba i casi di violenza, soprattuto sui turisti sono quasi inesistenti).

I CUC (denaro convertibile) sono l’unica moneta convertibile con le valute estere e quindi utilizzata dai turisti, che con i CUP, il peso cubano con cui vengono pagati gli stipendi, formano il sistema monetario cubano a doppia valuta. Per i turisti e i loro CUC tutto costa il doppio, se non il triplo, del prezzo in pesos cubani.

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2 La mattina del secondo giorno a Cuba incomincia con la nostra prima colazione in casa particular, preparata dal nostro host con amore. La tavola si compone di frutta, succhi preparati in casa, caffè e latte, burro e pane, qualche biscotto, frittata preparata al momento.

Dalla nostra casa, posizionata a sud dell’Habana Veja, di fronte al porto, saliamo verso nord passando per Plaza de San Francisco, Plaza Veja, Plaza de Armas fino alla Catedral de San Cristóbal. Da qui ci spingiamo fino a El Capitolio, l’enorme edificio costruito, prima della Rivoluzione, a somiglianza della Casa Bianca degli Stati Uniti, e ci fermiamo per una pausa allo storico Hotel Inglaterra.

Dopo il piccolo riposo, la passeggiata prosegue sul Paseo del Prado fino all’inizio del lungomare El Malecón.

Dopo un’altra piccola sosta di fronte al mare, si ritorna indietro, passando per La Floridita e percorrendo Obispo, la via principale dell’Avana.

Dopo esser stati metà del giorno sotto il caldo sole dei caraibi, torniamo a casa per rinfrescarci e prepararci per la serata che trascorreremo a La Fabrica de Arte Cubano. Il grande spazio dedicato all’arte contemporanea si trova nei quartieri nuovi della città e ci siamo arrivati in taxi percorrendo tutto El Malecón. Entrati nel centro sembra di non essere più a Cuba ma in uno dei poli d’arte contemporanea tanto di moda nelle grandi città europee. La Fabrica è un enorme complesso in cui si possono visitare mostre, ascoltare concerti, cenare, sorseggiare drink o divertirsi con i dj-set programmati in tutto il weekend.

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Le Chevrolet, le botteghe e i palazzi immutati nel tempo

A L’Avana, come in giro per tutta l’isola, ci respirano atmosfere antiche, scandite da auto anni 50′ e negozi e hotel otto/novecenteschi. La Rivoluzione socialista del ’59 e le successive ristrettezze hanno congelato oggetti ed edifici del passato, che oggi stanno sempre più tornando all’antico splendore.
Fino a prima della rivoluzione, L’Avana era una scintillante meta turistica privilegiata dagli uomini d’affari americani e dalle star di Hollywood: una Las Vegas caraibica, dove la mafia italoamericana riciclava denaro con il gioco d’azzardo, la prostituzione e l’intrattenimento.

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3 Durante la colazione del giorno successivo mettiamo giù un programma dei giorni di permanenza a Cuba e il nostro host ci aiuta improvvisandosi come nostra “agenzia viaggi”. Prima di partire non avevamo riservato nulla ad esclusione delle prime due notti nella casa particular de L’Avana, trovata su indicazione di un amico.

Con Rodolfo decidiamo le date dei nostri spostamenti e iniziamo a prenotare telefonicamente le prossime notti in case particular di sua conoscenza e che abitualmente consiglia ai suoi ospiti. A Cuba non c’è internet nelle case private e la comunicazione è ancora legata al telefono fisso, assisterai dunque a telefonate che partono con lunghi saluti cordiali e amichevoli, nello spirito del sud.

 

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Rodolfo ci ha aiutato anche a contattare il taxi che ci ha condotto a Viñales, il piccolo villaggio rurale a ovest de L’Avana, situato nel cuore della Valle omonima, patrimonio UNESCO, nota per le coltivazioni di tabacco e le caratteristiche mogotes, colline dalle curve morbide.

Il viaggio tra L’Avana e Viñales è durato circa tre ore ed è costato 95 cuc (a fine articolo, riepilogherò i costi di case e spostamenti).

Il villaggio è pittoresco: un insieme di piccole casupole dai colori sgargianti. Il centro si sviluppa sulla via principale, costeggiata da negozi e ristoranti.

La casa in cui ci siamo ritrovati richiedeva spirito di adattamento e avventura, 😂 infatti era fatiscente e malmessa all’interno, proprietà di Tania, una doctora (dottoressa) che ci risolleva il morale con la sua gentilezza e cordialità.

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Tania contatta per noi un ragazzo che ci porterà a fare il tour della Valle in sella a cavallo. Dopo qualche minuto arriva un giovane in motorino che ci scorta fino alla periferia del villaggio dove troviamo la nostra guida, Nenè, vestito da cowboy americano.
Viaggiamo per la verde valle in groppa ai nostri cavalli fino ad arrivare alla fabbrica di miele e caffè, dove veniamo sorpresi da un forte temporale tropicale che ci obbliga a una pausa forzata, sorseggiando caffè.

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Una volta terminato il temporale, impavidi dei nuvoloni che ci sovrastano, ci rimettiamo in moto verso la fabbrica di sigari. Arrivati qui, ci viene mostrato il magazzino di essiccazione del tabacco e tutto il processo di realizzazione del sigaro. La visita alla fabbrica vale l’intero tour!
Il cammino continua verso una delle grotte che caratterizzano questo territorio, ma che si rivelano poco affascinanti. Per fortuna diventano il nostro riparo da un altro improvviso temporale.
Ritorniamo stremati al villaggio per trovare la casa particular allagata dalla pioggia 😅, rinfrescarci e andare a cena in un ottimo ristorante di cucina casalinga in centro.

 

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4 Questo è stato uno dei giorni più faticosi del viaggio.

La nostra host Tania ci consiglia vivamente di usare un taxi colectivo per raggiungere la nostra prossima meta: Trinidad. Sostiene che usando un bus statale ci ritroveremmo a percorrere un viaggio lungo 8 ore, a dispetto delle 5 in taxi colectivo.

Ci fidiamo, e alle 8 in punto della mattina passa a prenderci un carretto aperto con 6 o 7 persone a bordo. Il “taxi” corre a tutta velocità verso L’Avana.

 

Fuori dalla città ci fermiamo in un “autogrill” cubano: uno spiazzo con un baretto che vende acqua, caffè e succhi statali. Qui il nostro conducente ci ordina di scendere e di montare su un altro bus, più grande.

Obbediamo e saliamo su questo carro di metà 900, made in China, senza aria condizionata, sporco e con sedili rotti.

Da qui parte un lungo viaggio, durante il quale alla domanda “quando arriveremo” viene sempre risposto: “tra circa 2/3 ore se tutto va bene [e non incontriamo la polizia]”. Il bus è carico di altri turisti europei ai quali erano state date le stesse informazioni che ci aveva presentato Tania.

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Dopo ben 10 ore raggiungiamo Trinidad, dopo aver fatto sosta a Playa Larga e Cienfuegos. Dopo questa esperienza il nostro consiglio è ovviamente quello di lasciar perdere i taxi colectivos e taxi illegali, preferendo i bus della linea nazionale Via azul o taxi appartenenti all’agenzia statale.
Per fortuna la casa particular di Carlo, il nostro host a Trinidad, è confortevole, pulita e ampia, con cortile interno e una grande terrazza da cui si ha una vista panoramica sulla città. Trinidad è affascinante, per ora il luogo più bello che abbiamo visitato.

Ormai è sera e facciamo un giro per le viuzze del centro attorno a Plaza Mayor, dove ceniamo, per poi andare a bere un daiquiri sulla terrazza della Casa de la Musica, dove ogni sera si tengono concerti di musica caraibica tradizionale.

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5-6-7-8 La mattina del nostro quinto giorno a Cuba siamo ancora in giro per la splendida Trinidad, tra le viuzze del centro storico e tra gli edifici colorati.

A metà giornata saliamo su un taxi che in 3 ore ci porterà a Cayo Santa Maria, dove passeremo i prossimi giorni in totale relax. Il tassista, lungo il tragitto, passa per Sancti Spiritus, suo paese natale, facendoci fare un piccolo tour della città in auto e una breve sosta a casa sua, dove conosciamo sua moglie che ci offre acqua e formaggio. Sancti Spiritus è una cittadina ignorata dalle masse di turisti, e forse per questo dall’aspetto autentico.

Nel tragitto lungo l’istmo che collega la terraferma a Cayo Santa Maria, veniamo sorpresi da un gruppo di fenicotteri rosa. Facciamo fermare il taxi per rimanere qualche minuto ad ammirarli prima di ripartire lungo l’ultimo tratto che ci porterà al resort Hotel Perla Blanca, riservato tramite l’agenzia Cubatour di Trinidad. Il grande complesso turistico è affacciato sul mare, la stanza ha vista sull’Oceano, ci sono due piscine, diversi ristornati e bar, alcuni aperti h24.
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Alcol e cibo sono compresi nella formula all inclusive, e soprattutto i turisti americani ne approfittano, girando brilli per il complesso già dal mattino presto.
Cuba è la meta vacanziera al mare più vicina per il Canada, distante solo 3 ore di volo, e i canadesi sono il gruppo di turisti più consistente.
Immersi nella natura e sdraiati sulla spiaggia caraibica passeremo i nostri ultimi giorni sull’isola, prima di ritornare a L’Avana per il volo di rientro.

 

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9 Partiamo dal Cayo a metà pomeriggio a bordo di un bus Via Azul che arriverà a L’Avana in 6 ore.

Nella capitale abbiamo una casa particular a pochi metri da La Floridida, nel cuore dell’Habana Veja. Quando arriviamo il sole è già calato, ma non ci ferma da fare ancora un giro per le vie del centro prima di collassare a letto.

Tre nomi ricorrenti

Per tutta Cuba vi imbatterete in numerose rappresentazioni, sculture, intestazioni di vie e piazze o addirittura città intere dedicate a 3 importanti personalità della storia e della società socialista cubana: José Martí, Che Guevara e Camilo Cienfuegos.

José Martí: è il padre fondatore della nazione. Di origini spagnole, appartenete a una delle famiglie colonialiste, è stato politico, scrittore e rivoluzionario. Considerato un eroe nazionale per aver stimolato e condotto la guerra d’indipendenza dalla Spagna. Cuba divenne indipendente ufficialmente nel 1902 qualche anno dopo la sua morte in battaglia del 1895.

Che Guevara: a dispetto di quello che si possa pensare el Che non è cubano ma argentino. Arrivò sull’isola per prendere direttamente parte ai movimenti rivoluzionari iniziati il 26 luglio 1953 e terminati nel 1959, che destituirono il governo fantoccio del dittatore Batista e instaurarono l’attuale stato socialista retto da Fidel Castro e successori. El Che morì nel 1967 per mano della CIA durante la guerra rivoluzionaria in Bolivia. Dopo Cuba aveva seguito i movimenti rivoluzionari socialisti attorno al mondo, in particolare in Congo e Bolivia.

Camilo Cienfuegos: è stato uno dei comandati della guerra di rivoluzione più ammirato e noto ai cubani. Gode di una grande popolarità ed è divenuto un eroe nazionale grazie alle sue imprese in campo militare e politico. Morì in volo, durante la Rivoluzione, nel 1959.


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10 Nel nostro ultimo giorno a Cuba scegliamo di visitare L’Avana “nuova”, approfittando del tempo libero che abbiamo ancora a disposizione prima di partire in tarda serata.

La capitale cubana è una grande metropoli, di 2 milioni di abitanti. L’Habana Veja è solo una piccola porzione della città che si sviluppa di fronte al porto, mentre la parte nuova della città si sviluppa a occidente del Paseo del Prado, che delimita la città vecchia. I quartieri prossimi sono Centro Habana, Vedado e Plaza de la Revolucion.

Passeggiamo lungo il Malecón, il lunghissimo lungomare che si estende per 8 chilometri, fino al cuore pulsante del Vedado: La Rampa. Nella nostra precedente tappa a L’Avana avevamo già percorso il Malecón in taxi, di sera, per raggiungere la Fabrica de Arte Cubano. Durante questo tragitto eravamo riusciti a vedere i vecchi palazzi coloniali, l’Ambasciata degli Stati Uniti e la prospiciente Plaza Anti Imperialista (con installazioni per nascondere l’edificio dell’ambasciata e celebrare eroi e valori contro gli USA) e i grandi hotel come il Melia Cohiba e l’Hotel Nacional de Cuba.

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La Rampa (oggi Avenida 23) inizia proprio ai piedi di questo Hotel. Un tempo la via brillava per le insegne dei casino, dei teatri, i cinema, i night club e gli hotel che la popolavano. Dopo la Rivoluzione e la fine del gioco d’azzardo e del turismo statunitense è diventata una trafficata via su cui si affacciano edifici istituzionali. Da non perdere la sede storica della Heladería Coppelia, la catena nazionale di gelaterie che qui ha il suo negozio più grande e famoso.

Finito il nostro giro lungo la Rampa ci addentriamo nel Vedado, tra le viuzze secondarie su cui si affacciano incantevoli abitazioni liberty e in stile francese. Il nostro punto d’arrivo è Plaza de la Revolucion, segnata dall’obelisco innalzato in onore di José Martí e i due alti edifici sulle cui facciate si mostrano le gigantografie dei volti di Che Guevara e Cienfuegos. Siamo al 30 aprile e ci sono in corso i preparativi per la festa del Primo Maggio, uno degli eventi dell’anno più importanti sull’isola. La Plaza è sempre sede di manifestazioni e incontri politici.

Saliamo su un coco taxi e attraversiamo Centro Habana per ritornare a l’Habana Veja. Il Centro Habana, che visiteremo poco dopo anche a piedi, è ricco di palazzi colorati in decadenza che si affacciano su vie pulsanti di vita. Questo è il cuore della Habana dei cubani, con i negozi, i ristornati e gli spacci frequentati dagli abitanti.

Purtroppo è arrivata ora di prendere il nostro volo e andare. ☹️

Nei nostri occhi rimarranno i colori delle vivaci vie cubane, i volti sempre sorridenti delle persone e la loro contagiosa vitalità nonostante le difficoltà che li assalgono. Cuba non è un viaggio per turisti, volendo o non, ti trascina all’interno del suo mondo coinvolgendoti intensamente.

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